Caratteristiche degli attrezzi da pesca

Lungo le coste italiane sono praticati i più disparati mestieri di pesca, spesso anche dallo stesso peschereccio in periodi diversi. Nella zona del medio e basso Jonio prevale la pesca con attrezzi fissi, cioè reti da posta, palangari, nasse, praticata per la maggior parte manualmente ed in forma artigianale. È noto, inoltre, che le usanze dei pescatori sono molto variegate, con differenze notevoli, anche da un paese al successivo, pure nell’uso dello stesso attrezzo, con impatti sull’ambiente e sulle risorse fortemente diversificati in funzione delle caratteristiche di armamento ad esso associate. Nella tabella seguente viene riportato lo schema morfologico degli attrezzi da pesca attualmente utilizzati nelle marinerie calabresi.

Schema_morfologico_attrezzi_pesca

Fonte: FERRETTI M., TARULLI E., PALLADINO S., Classificazione e descrizione degli attrezzi da pesca in uso nelle marinerie italiane con particolare riferimento al loro impatto ambientale, ICRAM 2002

Selettività e impatto delle reti da posta

In generale un attrezzo da pesca è selettivo quando produce una cattura monospecifica e monotaglia, cioè riesce a pescare quasi esclusivamente la specie bersaglio a cui è destinato. Le reti da posta, quando vengono usate in accordo con le limitazioni ed i regolamenti emanati, sono reti con buona selettività e un basso impatto ambientale, in quanto non hanno lime da piombi pesanti che danneggiano i fondali e la cattura è prevalentemente soggetta alla presenza ed all’attitudine del pesce. Tuttavia, l’uso di tali reti crea l’inconveniente delle reti fantasma (o reti perdute), fenomeno ad alto impatto sulle risorse biologiche marine. Infatti le reti fantasma continuano ad operare un prelievo sulla fauna ittica fino a che il fouling non azzera totalmente le capacità di cattura. L’entità di tali reti non è limitata alle sole rotture ed afferrature del fondale che provocano frammenti dispersi, ma talvolta si tratta di interi reti abbandonate a causa di mareggiate o per effetto del trascinamento da parte di pescherecci operanti con attrezzi da traino. Attualmente le reti fantasma costituiscono un’incognita nella gestione delle risorse alieutiche, poiché non si conosce l’entità del problema, sia in termini quantitativi che qualitativi.

Selettività e impatto dei palangari

La selettività degli attrezzi con ami è determinata principalmente dalla dimensione dell’amo stesso, che deve essere adatto alla bocca del predatore. In generale, maggiore è la dimensione dell’amo e maggiore è la dimensione della specie che si intende catturare. Ciò permette un’alta selettività e rende difficile la cattura di specie sottotaglia anche se, nel caso di grandi pelagici, catture accidentali non possono escludersi. Come per le reti derivanti, anche il palangaro di superficie può presentare alcuni inconvenienti alla navigazione o entrare in conflitto con altri mestieri di pesca, ma questi problemi pratici in realtà si riducono al rispetto delle norme che regolano tale attrezzo e ad una buona segnalazione dello stesso, anche di notte grazie alle molte tecnologie disponibili e oggi in uso. Per ciò che concerne l’impatto ambientale del palangaro derivante sulle specie ittiche con cui entra in contatto è nota soprattutto la cattura accidentale di qualche tartaruga marina mediterranea, specie protetta e a rischio di estinzione. Tali catture, di cui però non se conosce l’effettiva entità, sono generalmente non mortali in quanto la tartaruga può essere liberata in mare durante il salpamento dell’attrezzo. Esistono inoltre problemi legati all’impatto sui giovanili dei grandi pelagici prima della taglia di prima riproduzione, soprattutto per quanto riguarda il pesce spada. Il problema delle catture accessorie di grossi predatori pelagici da parte dei palamiti ed altri attrezzi che operano sulla superficie del mare, ha destato negli ultimi anni l’attenzione di numerosi ricercatori, poiché queste catture accidentali, considerate accessorie e di poco pregio, costituiscono un importante anello nella catena trofica dell’ecosistema marino. Si teme che un eccessiva pressione di pesca su questi predatori possa alterare il normale equilibrio stabilitosi tra preda e predatore a svantaggio di quest’ultimo.

Selettività e impatto delle reti a strascico

La selettività è determinata soprattutto dalla maglia del sacco ma anche da altri fattori: velocità di pesca, tipo di materiale con cui è confezionato il sacco, tipo di rete con nodo o senza nodo, tipo di armamento, quantità di sporco, cattura, … È opportuno notare che in generale non è un vantaggio usare maglie molto piccole, perché la maglia piccola impedisce sì la fuga dei pesci più piccoli, ma poi rende anche difficoltosa la cattura dei pesci più grossi di maggior valore commerciale. Le reti a strascico quindi non sono tutte uguali ma in ogni caso si può dire che, se usate correttamente (maglie regolamentari e in zone consentite) senza artifici di armamento per ridurre o annullare la selettività, non sono prevedibili impatti ambientali negativi, naturalmente se non vi sarà un aumento dello sforzo di pesca.